Dividere una stanza senza utilizzare pareti

Dividere una stanza senza utilizzare pareti

Vuoi dividere una stanza in due ambienti ma non vuoi affrontare opere edili? Scopri 5 modi per farlo.

Dividere una stanza con le pareti mobili

Esistono innumerevoli soluzioni in commercio per dividere una stanza in due semplicemente usando delle pareti, lisce o vetrate, oppure costituite da vere e proprie librerie.

I sistemi di chiusura possono essere a battente, a libro, piroettanti o scorrevoli. La parete può in questo modo divenire un vero e proprio elemento di arredo, potendo anche essere un contenitore o uno scaffale.

Maasberg
Shift di Decoma Design
Vista di Massimo Luca

Usare gli arredi per dividere una stanza

Un modo economico per dividere una stanza è quello di usare arredi (anche quelli che già abbiamo) per creare un divisorio. Tipici esempi sono librerie, meglio se a giorno, o armadi. Una cosa da tenere sempre presente, ai fini della sicurezza, è di ancorare tali arredi al pavimento e/o al soffitto in modo da prevenirne il ribaltamento.

Loft di Cattelan
Devina Nais

Soppalco: creare un ambiente sfruttando l’altezza

Se disponi di un ambiente di altezza elevata, puoi pensare di ricavare spazio in più utilizzando un soppalco. Dividere una stanza in questo modo, sfruttando l’altezza, ti consente di fatto di raddoppiare lo spazio a disposizione ma attenzione: occorre verificare, con un architetto o ingegnere, che la cosa sia fattibile sia dal punto di vista statico che dal punto di vista urbanistico.

Ikea, letto su soppalco

Usare le porte a scomparsa

Un ulteriore modo per dividere in due una camera è quello di usare delle porte a scomparsa, magari a tutta altezza, le quali da chiuse sembreranno delle normali pareti, mentre da aperte spariranno nella muratura. Un esempio di questo tipo è dato da un ampio soggiorno in cui si voglia, all’occorrenza, ricavare una camera da letto per gli ospiti.

Utilizzo di schermature

Un modo più leggero e ancora meno invasivo è quello di usare schermature che lascino intravedere ciò che c’è dall’altra parte ma che al tempo stesso creino una separazione ottica tra due zone. Ne esistono di ogni tipo, e si possono realizzare su disegno con un unico limite: la fantasia.

Bloomming

Tutti i segreti per arredare un piccolo bagno

Bagno piccolo: soluzioni

Se hai un piccolo bagno e non sai come arredarlo, sei nel posto giusto. La cattiva notizia è che esistono delle regole di ergonomia da rispettare, pena l’inutilizzabilità del bagno. La buona notizia è che esistono soluzioni salva-spazio che consentono di risolvere brillantemente il problema.

Sanitari sospesi

Cominciamo parlando dei sanitari. Secondo l’ergonomia, per utilizzare comodamente un bidet è necessario che, da ciascuno dei lati di questo, vi siano almeno 20 cm liberi. Buona regola è lasciare 20 cm anche ai lati del WC. Per questo motivo, se vuoi mettere in fila WC e bidet avrai un ingombro in linea di circa 180 cm. Una bella sfida per un piccolo bagno, ma non una sfida impossibile. Puoi anche decidere di disporre WC e bidet uno di fronte all’altro, e limitare l’ingombro in profondità utilizzando sanitari ridotti. Inoltre, puoi rendere il tutto visivamente più leggero usando sanitari sospesi.

Sanitari sospesi Edonè
Edonè
Sanitari sospesi Fable
Fable
Piccolo bagno: GAS sanitari sospesi
Ideal Standard

Mobile lavabo

Per guadagnare spazio puoi anche utilizzare un mobile lavabo contenitore. Lo spazio contenitivo può essere sia sotto il lavabo, con ante e cassetti, o sopra, utilizzando lo spazio dietro lo specchio.

Mobile lavabo contenitore
Mobile lavabo di Ideal Standard
Specchio contenitore
Specchio contenitore ConteCom

Come per i sanitari, anche nella scelta del lavabo è possibile optare per modelli di dimensioni ridotte, ma attenzione a non esagerare: un lavamani è adatto solo se usato occasionalmente, mentre non è adatto se utilizzato quotidianamente. Fai la casa giusta!

Lavamani Ideal Standard
Lavamani Ideal Standard

Il box doccia in un piccolo bagno

Parlando di box doccia, ti consigliamo di utilizzare ante in cristallo trasparente, che danno un’idea di maggiore spazio disponibile, in una delle due varianti normalmente reperibili sul mercato, box doccia vero e proprio o walk-in.

Sfruttare le pareti

Un buon modo per guadagnare ulteriore prezioso spazio è quello di sfruttare le pareti, creando nicchie con il cartongesso. Questa soluzione, oltre al fatto che consente di stipare oggetti senza ingombro, è anche molto elegante dal punto di vista estetico.

Giocare con i rivestimenti

Otticamente è possibile creare dei giochi con il rivestimento, in modo da dare enfasi ad alcune pareti, per esempio incorniciando un elemento come la doccia o il lavabo.

Conclusioni

Tanti sono i modi per arredare un piccolo bagno guadagnando spazio. Le soluzioni in commercio sono numerose e noi ti abbiamo dato solo un piccolo assaggio. Per cui non ti rimane che metterti all’opera alla ricerca della soluzione giusta per te.

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Progettare la cucina

5 modi di realizzare una cabina armadio in camera da letto

La cabina armadio è un desiderio di molti. Magari perché si vuole eliminare l’ingombro di un armadio, o semplicemente per seguire una moda. Resta il fatto che spesso i clienti ci chiedono se sia possibile realizzare una cabina armadio all’interno della loro camera da letto.

Non sempre, però, è possibile realizzare una cabina armadio. Per prima cosa devi considerare che il regolamento edilizio prevede che una stanza da letto abbia una superficie calpestabile minima di 9 mq. Questo significa che, una volta realizzata la cabina, la superficie netta della stanza dovrà essere superiore a quel valore. Devi sapere inoltre che, per considerarla camera matrimoniale, la superficie minima sale a 14 mq.

Un altro aspetto è quello di preservare il passaggio. Intorno al letto, pertanto, dovremo garantire una fascia di passaggio di almeno 80 cm. Ciò detto, andiamo a vedere le varie configurazioni di cabine armadio che possiamo realizzare.

Cabina armadio in linea

La cabina in linea la puoi realizzare facilmente disponendo le scaffalature in linea e lasciando uno spazio di passaggio di circa 60 cm. In questo modo puoi sfruttare tutta la lunghezza di una parete, che sia quella di fondo o quella laterale, disponendo la porta di accesso dove è possibile metterla. È la forma più basilare di cabina armadio, e anche la meno comoda in quanto a volte i 60 cm per accedere alle varie zone della scaffalatura non sono molto agevoli.

Rimadesio, cabina armadio
Cabina armadio lineare, Rimadesio

Cabina armadio angolare

La cabina angolare necessita di una stanza sufficientemente grande, e spesso viene fornita anche dai mobilieri (in versione mobile, ovviamente) come complemento al loro sistema di armadiature. È possibile realizzarla in muratura, ed è decisamente più comoda di quella in linea per quanto riguarda l’accesso.

Cabina angolare Kuboline
Kuboline, cabina angolare

Su due lati

La cabina su due lati richiede uno spazio ancora più grande. Ci è capitato di realizzarne in ex ripostigli, quindi in vere e proprie mini stanze. Consente un comodo accesso agli abiti, a patto di avere un corridoio centrale sufficientemente largo.

Cabina su due lati, Presotto
Presotto, cabina armadio su due lati

Cabina armadio passante

Una soluzione particolare è la cabina passante, che consiste in un vero e proprio passaggio (corridoio o disimpegno) all’interno del quale vengono poste delle armadiature, aperte o chiuse a seconda del gusto. Viene utilizzata quando si hanno camere da letto piccole ma disimpegni di accesso che consentono il posizionamento di scaffali, e conferiscono alla casa un tocco trendy e moderno.

Cabina passante Ikea
Ikea, cabina armadio passante

Cabina lui/lei

Infine, la cabina lui/lei è una variante di quella in linea, con la differenza che la linea sarà interrotta da una separazione. In pratica costruiremo due cabine in linea adiacenti, andremo a inserire due porte e creeremo di fatto due volumi contenitivi distinti, per lui o per lei.

Cabina lui/lei
Cabina lui/lei, Cose di Casa

Conclusioni

Le soluzioni possono essere tante, le configurazioni sopra descritte possono essere reinterpretate, miscelate o riscritte in base a diverse necessità, all’estro e alla fantasia. E adesso non ti resta che provare a progettare la tua cabina armadio.

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5 accorgimenti per un buon risparmio energetico

Risparmio energetico

Inizia a risparmiare da subito mettendo in campo 5 accorgimenti di risparmio energetico. In questa guida ti parlo di come fare per approcciare al risparmio energetico con effetti immediati sul tuo portafogli e, più a lungo termine, sull’ambiente.

Puoi vedere il risparmio energetico come una filosofia di vita, una strategia dalla “coda lunga”. Ogni volta che ti troverai ad affrontare uno degli argomenti che seguono non dovrai fare altro che prestare attenzione ad alcuni aspetti. Vediamoli.

Illuminazione a risparmio energetico

Se devi cambiare l’illuminazione la scelta è obbligata: dovrai utilizzare il LED, la tecnologia che ha ormai soppiantato ogni altra. Esistono soluzioni di ogni tipo: faretti per incasso nel controsoffitto, applique di ispirazione moderna o classica, centri luce a sospensione, strisce LED con la possibilità di cambiare il colore emesso, per creare piacevoli effetti cromatici.

Ritmo di Perenz

I LED consumano l’85% in meno rispetto alle lampadine ad incandescenza (ormai fuori mercato, ma che si trovano ancora in alcune case) ed il 30% in meno rispetto alle lampadine fluorescenti compatte, quelle dette a risparmio energetico.

Elettrodomestici a risparmio energetico

Nel momento in cui dovrai cambiare il frigorifero, ad esempio, ti consiglio di acquistare un modello con consumi ridotti. Attualmente, esistono frigoriferi con motore inverter in grado di consumare ancora meno rispetto alla classe A+++.

Gorenje Nostalgie Chic
Turbowash di LG

Questo discorso vale per tutti gli elettrodomestici. Cerca sempre quelli in classe A+++, che ti consentono i maggiori risparmi di esercizio e, di conseguenza, portano benefici per l’ambiente. Anche se normalmente hanno costi maggiori, puoi cercare tra le offerte di modelli dell’anno precedente, offerte che ti consentono di acquistare elettrodomestici ad alta performance energetica ma a prezzi contenuti.

Una cosa che non tutti sanno è che gli elettrodomestici consumano energia anche da spenti. Quando è possibile, pertanto, cerca di prevedere un interruttore a monte, che stacchi il collegamento quando l’elettrodomestico non è in uso.

Presa Stand-by Killer di Dueerresolar

Domotica

La domotica è la tecnologia che ti consente di controllare tutti gli apparecchi di casa tua. Questo è oggi possibile grazie all’internet delle cose, (dall’inglese internet of things) che ti può mettere in comunicazione con una lampadina, un termostato o una presa di corrente.

La cosa interessante è che, grazie, a sistemi ad intelligenza artificiale che sfruttano la rete Wi-Fi di casa, oggi puoi avere un sistema domotico a prezzo contenuto e, soprattutto, senza necessità di opere edili.

ClicHome di Zipato
Healty Coach di Netatmo
Amazon Echo Dot

Con questi sistemi ad intelligenza artificiale puoi dare ordini vocali come: “Accendi la luce” o “Spegni il riscaldamento” , impostare scenari come “Relax”, con attivazione di luci colorate rilassanti e musica di sottofondo, o “Parto per il week-end” con chiusura delle tapparelle, spegnimento delle luci e attivazione del sistema di allarme. Il tutto controllabile anche da una app sul telefono, anche se sei a 5000 Km di distanza.

Riscaldamento

Per il riscaldamento prevedi, appena possibile, una caldaia a condensazione. Questa ti consente le maggiori economie di esercizio, e ti predispone anche per una eventuale installazione di un sistema di riscaldamento a pavimento. Qui la nota dolente è che un impianto di riscaldamento a pavimento richiede costose e invasive opere edili. Tale impianto, infatti, viene realizzato con pannelli radianti (o anche semplici tubi) posti sotto il pavimento. Pertanto, una tale soluzione è consigliabile solo in caso di ristrutturazione totale del tuo appartamento.

Caldaia a condensazione Eco TEC Vaillant

A fronte di un maggior costo di realizzazione, l’impianto a pavimento ti consente notevoli risparmi di esercizio (e conseguente recupero del maggior investimento iniziale), nonché un aumentato benessere indoor. Questo perché il fluido termovettore viene riscaldato a non più di 40°C, con notevole risparmio di energia. Inoltre, contrariamente al sistema a radiatori che lavora principalmente per convezione, il riscaldamento a pavimento fonda il suo funzionamento sull’irraggiamento e pertanto non vi è spostamento di aria e conseguente messa in movimento di polveri e allergeni. Un bel vantaggio anche per chi soffre di allergie e problemi respiratori.

EcoFloor Tech di Rossato Group

Sempre in caso di ristrutturazione totale, se possibile orienta la zona giorno a sud. Il sole tenderà a penetrarvi di inverno, quando è basso, mentre d’estate sarà alto e la stanza rimarrà fresca e in ombra. Cerca inoltre di mettere le stanze da letto a est, in modo che d’estate si vadano rinfrescando verso sera.

Infissi

Installa infissi a bassa trasmittanza certificati. Ne esistono di varie marche e tecnologie (alluminio, PVC, legno), e consentono di abbattere i costi di riscaldamento. Richiedi una posa certificata, in modo da avere la garanzia che non vi siano difetti di installazione tali da inficiare l’efficienza energetica.

Dal catalogo Finstral
Prolux Evolution di Oknoplast
Dal catalogo Elicona Sas

Importante sottolineare che per questo tipo di interventi è possibile ottenere sgravi fiscali tali da avere un esborso effettivo pari al 50% dell’importo totale.

Conclusioni

Segui ciascuno di questi 5 accorgimenti ogni volta che devi mettere mano ad uno di questi aspetti. I primi tre (illuminazione, elettrodomestici, domotica) sono attuabili anche senza opere edili. Il quarto (riscaldamento a pavimento) è realizzabile solo in caso di ristrutturazione totale. Il quinto (infissi) è poco invasivo e affrontabile con poco disagio.

Tutti e 5 gli accorgimenti ti consentono di guadagnare da subito sui consumi, migliorare il benessere termo-igrometrico e fare la tua parte per la salvaguardia dell’ambiente. Inoltre, verifica sul sito della Agenzia delle Entrate se hai diritto alle detrazioni fiscali, che offrono notevoli vantaggi economici.

Fai la casa giusta.

Progettare la cucina: tutto quello che c’è da sapere

Progettare la cucina è una attività complessa, che richiede molte conoscenze: la normativa, le tecnologia, i mobili di produzione, i materiali. Se in un precedente articolo abbiamo già parlato di come scegliere il piano di lavoro, in questo ci concentreremo sugli altri aspetti.

Cucina lineare

Se hai una cucina stretta e lunga, la cucina lineare è la disposizione più indicata. In questo tipo di cucina tutti gli elementi sono disposti lungo una parete.

Cucina a “C”

La cucina a “C” consente di ottimizzare tutti gli spostamenti all’interno dello spazio cucina, mentre con delle porte scorrevoli si può separare la zona pranzo anche per limitare il passaggio di odori.

Cucina con penisola

La cucina con penisola è costituita da una comoda unità aggiuntiva, che articola lo spazio ingombrando un po’ meno rispetto all’isola. L’elemento sporgente può fornire un ulteriore piano di lavoro, può contenere lavello e/o piano cottura, può essere provvisto di un bancone colazione.

Cucina ad isola

La cucina con isola richiede spazi molto ampi e rende più agevole il lavoro, offrendo superfici di appoggio ampie e ben dislocate. È particolarmente adatta per chi ama cucinare e per chi ha spesso ospiti a cena.

Progettare la cucina: un’occhio alla normativa


Nel Comune di Roma, la cucina deve avere una cubatura di almeno 15 mc. Questo significa che, se l’altezza è di 3 m, la superficie deve essere di almeno 5 mq. La finestra della cucina deve essere almeno 1,50 mq, mentre l’altezza del locale deve essere non inferiore a quella degli altri ambienti della casa.

Ventilazione ed aerazione

La cucina a gas metano deve avere due aperture permanenti verso l’esterno: quella di ventilazione, che fornisce l’ossigeno utile alla combustione degli apparecchi a gas, posta col filo inferiore a 30 cm dal pavimento e di superficie minima 100 cm² e quella di aerazione, sempre di 100 cm², posta in alto con il filo inferiore ad almeno 180 cm dal pavimento.

Deve esserci sempre un sistema di evacuazione dei fumi di cottura (cappa a tiraggio naturale, cappa aspirante elettrica, elettro-ventilatore).

In alcuni casi, molto particolari, è possibile evitare il foro di ventilazione, mentre quello di aerazione è sempre obbligatorio.

I mobili

Nel progettare la cucina si possono utilizzare i mobili di produzione in serie, attingendo alla vasta offerta di moltissime aziende presenti sul mercato. Una alternativa è quella della cucina su misura, realizzata con mobili oppure in muratura. Ma su questo torneremo in un prossimo articolo.

(disegni e immagini tratti da http://www.valcucine.com/)

Pavimenti in resina: interessanti per caratteristiche e costi

Bagno-doccia-resina

Pavimenti in resina: caratteristiche

I pavimenti in resina sono una soluzione interessante quando si voglia ottenere un importante impatto estetico unitamente ad una continuità (e dunque igienicità) della superficie.

Un pavimento in resina ha un aspetto che ricorda molto il cemento ed altri tipi di finitura prettamente industriali. Questo lo rende molto moderno. Inoltre, la possibilità di dare alla resina dei pigmenti di ogni tipo e colore, lo rende molto appetibile per chi voglia creare effetti particolari o artistici.

Modalità di posa di un pavimento in resina

Quando posa un pavimento in resina su un pavimento esistente, il posatore esegue i seguenti passaggi:

  • stende una rete (facendo attenzione che non vi siano sormonti tra un telo e l’altro) e poi la fissa con un tricomponente cementizio. Questo tricomponente ha la funzione di riempire le fughe delle piastrelle esistenti e di ancorare la rete al sottofondo;
  • successivamente stende il primer, che costituisce il primo strato vero e proprio di resina epossidica, mescolato con polvere di quarzo. Questo strato è ancora trasparente;
  • prosegue poi con un nuovo strato, sempre a base di resina epossidica e polvere di quarzo, ma pigmentata;
  • a questo punto utilizzerà ulteriori strati di colori diversi, creando mix e venature a conferire un aspetto cangiante (a meno che non si preferisca una colorazione uniforme).

Dopo la carteggiatura finale, rifinirà il tutto con cera poliuretanica o metallica.

Pro dei pavimenti in resina

  • realizzazione con spessori ridotti, nell’ordine di 2-3 millimetri;
  • posa su superfici sia orizzontali che verticali;
  • possibilità di colori e finiture di grande impatto estetico;
  • possibilità di posa in sovrapposizione a pavimenti e rivestimenti esistenti (ad esempio, per rivestire completamente il tuo attuale bagno senza dover affrontare lavori di demolizione);
  • superficie senza soluzione di continuità. I pavimenti in resina, infatti, non hanno fughe o giunzioni e consentono pertanto elevati livelli di pulizia ed igiene.

Contro dei pavimenti in resina

  • con il tempo, i pavimenti in resina epossidica possono virare nel colore o presentare delle fessurazioni (a meno di non ricorrere ad additivi specifici);
  • il costo di un buon pavimento in resina non è basso. Il suo prezzo medio può anche superare i 100 € al metro quadro.

Possibili applicazioni del pavimento in resina

Le possibili applicazioni del pavimento in resina sono nella sovrapposizione non solo su pavimenti esistenti, ma anche su:

  • rivestimenti in piastrelle;
  • superfici in legno quali mobili e piani di lavoro della cucina;
  • pareti in cartongesso.

Inoltre, è possibile ricoprire poster, carte da parati o addirittura oggetti con resine trasparenti, in modo da creare effetti sorprendenti impermeabilizzando le superfici (per esempio per mettere una carta da parati in bagno).

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Un armadio in cartongesso senza chiamare il falegname

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Armadio in cartongesso senza il falegname

Armadio in cartongesso senza chiamare il falegname

Per evitare il costo del falegname occorre ragionare al contrario. Definisci per prima cosa le ante che vuoi montare (per esempio, puoi scegliere nel catalogo di ante Ikea, di design e con prezzi da poche decine di euro) e poi fai presente al muratore che dovrà realizzare un armadio in cartongesso (o in muratura) con dei vani compatibili con quelle ante.

Tutto il contrario di quello che di solito si fa. Normalmente, infatti, la prassi è realizzare prima l’armadio in cartongesso. Così facendo, alla fine dei lavori edili si hanno una serie di vani aperti, ed a quel punto si chiama il falegname. Questo, prese le misure dei vani, realizza gli sportelli su misura e poi li viene a montare.

Intendiamoci, nulla contro i falegnami, che sono artigiani preziosi per la nostra casa. Il loro lavoro è importante ogni volta che si tratti di realizzare mobili su misura. È grazie al falegname che noi designer di interni riusciamo a cucire, intorno al cliente ed alle sue esigenze, la casa dei suoi sogni.

Ci sono però dei casi, non poco frequenti, in cui il budget per realizzare un mobile è ridotto, magari perché lo hai speso in una cucina ben accessoriata o in un parquet al quale non hai saputo rinunciare.

Prima le ante, poi l’armadio in cartongesso

La soluzione di scegliere prima le ante ha il pregio di essere molto economica. Realizzare un armadio in cartongesso utilizzando le ante di Ikea o altre di produzione in serie ha un costo molto più basso rispetto ad una realizzazione su misura.

Ed il risultato è sorprendente. La prima volta che abbiamo adottato questa soluzione il titolare dell’impresa è rimasto talmente colpito dall’idea che la ha subito applicata a casa sua.

Prima l’armadio in cartongesso, poi le ante

La soluzione di realizzare prima l’armadio in cartongesso, d’altra parte, è di ottimo impatto estetico. Ciò in quanto consente di definire liberamente la dimensione degli sportelli e di rifinirli con tinte di qualunque colore e sfumatura, eventualmente come le pareti o in nuance con altri mobili.

Per contro, questa soluzione ha costi elevati che possono essere anche di migliaia di euro, dipendentemente dal numero di ante da realizzare e dal tipo di finitura.

Conclusioni

Se devi realizzare delle armadiature e hai poco budget, il consiglio è di partire dalle ante. Scegli quelle di tuo gradimento in una produzione di serie e fai realizzare le armadiature di conseguenza.

Risparmierai un bel po’ di soldi, soldi che potrai impiegare per fare altro. Magari un bel mobile in soggiorno, tanto per non dar troppo dispiacere al falegname.

Armadio in cartongesso senza chiamare il falegname

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Pavimento LVT

Un pavimento LVT potrebbe essere la soluzione ogni volta che pensi di rinnovare il pavimento ma subito scarti l’idea al solo pensiero degli operai in casa, delle demolizioni e della polvere. Questa soluzione, della quale ti parlo nel seguito, ti sorprenderà in quanto a pulizia, rapidità di posa e risultato.

Ti sto parlando del pavimento LVT, acronimo che sta per Luxury Vinyl Tile, e che è l’evoluzione del pavimento in PVC. Differentemente da questo, che è venduto in rotoli di grande formato, i pavimenti LVT sono commercializzati in piastrelle di dimensioni varie che vanno dal 30 cm x 30 cm al 60 cm x 60 cm, ma anche in formati a imitazione dei listoni del parquet, quali il 20 cm x 120 cm o il 15 cm x 90 cm.

Risultato

Le finiture che un pavimento LVT può avere sono di grande varietà. Si va dai marmi alle pietre al legno, oltre ad una serie di motivi grafici i più diversi. Il risultato è un effetto ottico di impatto, ad imitazione dei materiali reali ma senza la pesantezza e le problematiche che questi portano durante la posa in opera.

Un modo veloce e di una certa eleganza per rinnovare il tuo pavimento, adatto soprattutto se hai pavimenti vecchi o rovinati, o ancora se hai pavimenti diversi affiancati a causa di interventi di demolizione di tramezzi ai quali non è seguita un’opera di pavimentazione.

Rapidità di posa del pavimento LVT

Ma c’è anche un altro punto di forza che risponde in pieno all’esigenza di un rinnovo eseguito in una casa abitata, dove è necessario limitare i disagi che immancabilmente arrecano i lavori edili. Il montaggio del pavimento LVT, infatti, può avvenire con molta facilità, rapidità e pulizia per semplice incollaggio sul pavimento esistente.

Non mancano inoltre pavimenti LVT che si montano ad incastro, flottanti o in semplice appoggio. Dunque il pavimento LVT si presta anche molto bene al fai da te.

Pavimento LVT: conclusioni

Il pavimento LVT è in conclusione un pavimento interessante, di buon impatto estetico, facile e rapido da montare sopra pavimenti esistenti. Ovviamente non può sostituire un vero pavimento in legno o in pietra, ma ne è un interessante surrogato quando non è conveniente intervenire con lavori edili più fastidiosi e costosi.

Immagine tratta dal sito https://residential.tarkett.it/

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Colore: fatti ispirare dalla natura

Colore in soggiorno: fatti ispirare dalla Natura

In natura non esiste il total white. Eppure cominciò tutto da lì. Il colore era un nemico, un essere alieno da tenere lontano. La paura più diffusa era che “avrebbe potuto stancare”. Poi si cominciarono a vedere delle singole pareti tinteggiate di un colore a contrasto, sempre in un contesto bianco o comunque neutro. I più coraggiosi facevano una parete rossa, addirittura! Che arditi.

Venne poi il periodo del giallo, declinato in tutte le sue tinte, toni e sfumature. Infine, negli ultimi anni, venne Andrea Castrignano a mostrarci come ad un colore principale sia possibile abbinare un secondo colore e, per piccoli oggetti e complementi d’arredo, addirittura altri colori, magari tra loro in nuance.

Nonostante, col passare del tempo, ci sia senz’altro stato un miglioramento nell’approccio, il colore rimane ancora oggi un territorio poco esplorato del quale si ha paura. Si teme di non saper prevedere come il colore impatterà su di noi e che effetto farà a distanza di anni sul nostro senso della vista e sul nostro umore.

Bauau.it - Colore

La Natura ci fa da maestra

Eppure esiste una maestra che può rivelarci molto sul colore e sui suoi abbinamenti, una maestra che è sempre ben lieta di mostrarci gli abbinamenti più arditi: la Natura.

Basta guardarsi intorno, infatti, per scoprire una quantità di immagini colorate, con accostamenti tanto belli quanto inaspettati. Prova dunque a volgere lo sguardo intorno a te. Apri la finestra e guarda fuori. Fai una passeggiata nel bosco, guarda l’orizzonte marino. Fatti sorprendere dai fiori. Incantati davanti al tramonto.

Può bastare l’osservazione attenta di un panorama per rivelarci colori e abbinamenti. E mentre li guardiamo, abbiamo la possibilità di capire se e quanto ne siamo colpiti. Perché sono lì, di fronte a noi, e nessun disegnatore potrà mai eguagliare quella tavolozza cromatica che si dipana inaspettatamente davanti ai nostri occhi.

La Natura non desidera altro che mostrarti le meraviglie dei suoi colori. Fatti ispirare dalla Natura, lei non ti chiederà mai il copyright.

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Materiali per il piano di lavoro in cucina

Piano di lavoro cucina

L’acquisto di una cucina è sempre un momento importante. Sia che tu cucini tanto, sia che la usi solo per preparare pochi rapidi piatti, la cucina rappresenta te e le tue abitudini.

Tante sono le possibilità offerte dal mercato in termini di componibilità di basi e pensili, finiture, elementi tecnologici.

In questo articolo voglio parlarti di un elemento fondamentale: il piano di lavoro. Molti lo scelgono per l’estetica, ma è necessario guardare oltre e rendersi conto che ha diverse “funzioni”: deve resistere al calore, agli acidi, alle macchie, deve resistere a colpi inferti da lame di coltello o da oggetti pesanti, deve essere igienico. E, auspicabilmente, deve essere durevole nel tempo. L’estetica, come ti ho raccontato nel post sulla casa anni Sessanta, potrà venire tranquillamente dopo.

Di seguito ti indico pregi e difetti dei vari materiali presenti in commercio, in modo che tu possa scegliere in base alla funzione che dovranno avere nella tua cucina.

Piano di lavoro in laminato

Costituito da carta impregnata con resine termoindurenti, è il piano di lavoro più economico e dunque anche il più diffuso. Discretamente resistente ai graffi, resiste bene a macchie ed acidi. Non tollera il calore. Se sei orientato su questo materiale, ti consiglio la versione HPL.

Pro: resistente a macchie e acidi, discreta resistenza ai graffi

Contro: non resiste al calore

Marmo, il piano di lavoro classico

Ha un fascino senza tempo, lunghezza massima di ogni lastra di circa 240 cm, ha una porosità che lo rende attaccabile da macchie e liquidi. Per questo motivo è necessario un trattamento impermeabilizzante.

Pro: eleganza senza tempo

Contro: necessario un trattamento impermeabilizzante da ripetere nel tempo

Piano in conglomerato di quarzo

Duro e resistente, il quarzo è altamente impermeabile, resistente a macchie, acidi e graffi. Un piano in quarzo contiene anche una piccola percentuale di resine con funzione legante. Non resiste al calore. Una lastra può raggiungere le dimensioni di 3 metri x 1 metro.

Pro: duro, impermeabile, resistente a graffi, acidi e macchie

Contro: non resiste al calore

Piano in resina acrilica

Si ottiene da una mescola di resine acriliche e minerali naturali. Viene plasmato grazie al calore, e questo è anche il motivo per cui è riparabile nel caso venga graffiato o abraso. Il piano in resina acrilica può essere realizzato in grandi formati senza giunzioni, garantendo pertanto un alto livello di igiene. Inizialmente commercializzato dalla DuPont con il nome Corian®, è oggi diffuso in varie versioni realizzate da varie aziende.

Pro: igienico, riparabile, atossico, riciclabile

Contro: non molto resistente al calore, suscettibile di graffiarsi

Acciaio inox, il piano di lavoro super igienico

Igienico al massimo grado, resiste bene al calore ma non altrettanto bene ai graffi e alle macchie. Viene realizzato in lastre di oltre 4 m di lunghezza.

Pro: igienico, resistente al calore

Contro: suscettibile di graffi e macchie

Piano di lavoro in gres

Viene realizzato da una miscela di argille e di un tipo particolare di minerali detti feldspati, il tutto messo poi in forno ad alta temperatura. Massimamente impermeabile, resiste benissimo alle macchie, agli acidi e al calore. È anche il mio materiale preferito per il piano di lavoro.

Pro: impermeabile, resistente ad acidi, macchie, calore.

Contro: –

La pietra sinterizzata

Questo materiale è ottenuto polverizzando la pietra e fondendo la polvere ottenuta in forni ad alte temperature. Identico al gres in quanto a caratteristiche, una lastra può essere grande oltre 3 metri x 1.50 metri.

Pro: impermeabile, resistente ad acidi, macchie, calore.

Contro: –

Conclusioni

Adesso hai tutti gli elementi per arrivare in negozio con la necessaria preparazione, già sapendo quello che ti serve. Se hai un budget limitato ti orienterai sul laminato. Con una cucina classica, sul marmo. Se ami il design, potrai valutare le resine sintetiche. Se sei in cucina molte ore al giorno a preparare delizie per i tuoi cari, sceglierai materiali duri come il quarzo, il gres o la pietra sinterizzata.

E una volta che avrai individuato il materiale più adatto a te, potrai valutarne colori, finiture, dimensioni. Potrai dedicarti all’estetica.