Armadio in cartongesso senza il falegname

Armadio in cartongesso senza chiamare il falegname

Per evitare il costo del falegname occorre ragionare al contrario. Definisci per prima cosa le ante che vuoi montare (per esempio, puoi scegliere nel catalogo di ante Ikea, di design e con prezzi da poche decine di euro) e poi fai presente al muratore che dovrà realizzare un armadio in cartongesso (o in muratura) con dei vani compatibili con quelle ante.

Tutto il contrario di quello che di solito si fa. Normalmente, infatti, la prassi è realizzare prima l’armadio in cartongesso. Così facendo, alla fine dei lavori edili si hanno una serie di vani aperti, ed a quel punto si chiama il falegname. Questo, prese le misure dei vani, realizza gli sportelli su misura e poi li viene a montare.

Intendiamoci, nulla contro i falegnami, che sono artigiani preziosi per la nostra casa. Il loro lavoro è importante ogni volta che si tratti di realizzare mobili su misura. È grazie al falegname che noi designer di interni riusciamo a cucire, intorno al cliente ed alle sue esigenze, la casa dei suoi sogni.

Ci sono però dei casi, non poco frequenti, in cui il budget per realizzare un mobile è ridotto, magari perché lo hai speso in una cucina ben accessoriata o in un parquet al quale non hai saputo rinunciare.

Prima le ante, poi l’armadio in cartongesso

La soluzione di scegliere prima le ante ha il pregio di essere molto economica. Realizzare un armadio in cartongesso utilizzando le ante di Ikea o altre di produzione in serie ha un costo molto più basso rispetto ad una realizzazione su misura.

Ed il risultato è sorprendente. La prima volta che abbiamo adottato questa soluzione il titolare dell’impresa è rimasto talmente colpito dall’idea che la ha subito applicata a casa sua.

Prima l’armadio in cartongesso, poi le ante

La soluzione di realizzare prima l’armadio in cartongesso, d’altra parte, è di ottimo impatto estetico. Ciò in quanto consente di definire liberamente la dimensione degli sportelli e di rifinirli con tinte di qualunque colore e sfumatura, eventualmente come le pareti o in nuance con altri mobili.

Per contro, questa soluzione ha costi elevati che possono essere anche di migliaia di euro, dipendentemente dal numero di ante da realizzare e dal tipo di finitura.

Conclusioni

Se devi realizzare delle armadiature e hai poco budget, il consiglio è di partire dalle ante. Scegli quelle di tuo gradimento in una produzione di serie e fai realizzare le armadiature di conseguenza.

Risparmierai un bel po’ di soldi, soldi che potrai impiegare per fare altro. Magari un bel mobile in soggiorno, tanto per non dar troppo dispiacere al falegname.

Armadio in cartongesso senza chiamare il falegname

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Pavimento LVT

Un pavimento LVT potrebbe essere la soluzione ogni volta che pensi di rinnovare il pavimento ma subito scarti l’idea al solo pensiero degli operai in casa, delle demolizioni e della polvere. Questa soluzione, della quale ti parlo nel seguito, ti sorprenderà in quanto a pulizia, rapidità di posa e risultato.

Ti sto parlando del pavimento LVT, acronimo che sta per Luxury Vinyl Tile, e che è l’evoluzione del pavimento in PVC. Differentemente da questo, che è venduto in rotoli di grande formato, i pavimenti LVT sono commercializzati in piastrelle di dimensioni varie che vanno dal 30 cm x 30 cm al 60 cm x 60 cm, ma anche in formati a imitazione dei listoni del parquet, quali il 20 cm x 120 cm o il 15 cm x 90 cm.

Risultato

Le finiture che un pavimento LVT può avere sono di grande varietà. Si va dai marmi alle pietre al legno, oltre ad una serie di motivi grafici i più diversi. Il risultato è un effetto ottico di impatto, ad imitazione dei materiali reali ma senza la pesantezza e le problematiche che questi portano durante la posa in opera.

Un modo veloce e di una certa eleganza per rinnovare il tuo pavimento, adatto soprattutto se hai pavimenti vecchi o rovinati, o ancora se hai pavimenti diversi affiancati a causa di interventi di demolizione di tramezzi ai quali non è seguita un’opera di pavimentazione.

Rapidità di posa del pavimento LVT

Ma c’è anche un altro punto di forza che risponde in pieno all’esigenza di un rinnovo eseguito in una casa abitata, dove è necessario limitare i disagi che immancabilmente arrecano i lavori edili. Il montaggio del pavimento LVT, infatti, può avvenire con molta facilità, rapidità e pulizia per semplice incollaggio sul pavimento esistente.

Non mancano inoltre pavimenti LVT che si montano ad incastro, flottanti o in semplice appoggio. Dunque il pavimento LVT si presta anche molto bene al fai da te.

Pavimento LVT: conclusioni

Il pavimento LVT è in conclusione un pavimento interessante, di buon impatto estetico, facile e rapido da montare sopra pavimenti esistenti. Ovviamente non può sostituire un vero pavimento in legno o in pietra, ma ne è un interessante surrogato quando non è conveniente intervenire con lavori edili più fastidiosi e costosi.

Immagine tratta dal sito https://residential.tarkett.it/

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Colore: fatti ispirare dalla natura

Colore in soggiorno: fatti ispirare dalla Natura

In natura non esiste il total white. Eppure cominciò tutto da lì. Il colore era un nemico, un essere alieno da tenere lontano. La paura più diffusa era che “avrebbe potuto stancare”. Poi si cominciarono a vedere delle singole pareti tinteggiate di un colore a contrasto, sempre in un contesto bianco o comunque neutro. I più coraggiosi facevano una parete rossa, addirittura! Che arditi.

Venne poi il periodo del giallo, declinato in tutte le sue tinte, toni e sfumature. Infine, negli ultimi anni, venne Andrea Castrignano a mostrarci come ad un colore principale sia possibile abbinare un secondo colore e, per piccoli oggetti e complementi d’arredo, addirittura altri colori, magari tra loro in nuance.

Nonostante, col passare del tempo, ci sia senz’altro stato un miglioramento nell’approccio, il colore rimane ancora oggi un territorio poco esplorato del quale si ha paura. Si teme di non saper prevedere come il colore impatterà su di noi e che effetto farà a distanza di anni sul nostro senso della vista e sul nostro umore.

Bauau.it - Colore

La Natura ci fa da maestra

Eppure esiste una maestra che può rivelarci molto sul colore e sui suoi abbinamenti, una maestra che è sempre ben lieta di mostrarci gli abbinamenti più arditi: la Natura.

Basta guardarsi intorno, infatti, per scoprire una quantità di immagini colorate, con accostamenti tanto belli quanto inaspettati. Prova dunque a volgere lo sguardo intorno a te. Apri la finestra e guarda fuori. Fai una passeggiata nel bosco, guarda l’orizzonte marino. Fatti sorprendere dai fiori. Incantati davanti al tramonto.

Può bastare l’osservazione attenta di un panorama per rivelarci colori e abbinamenti. E mentre li guardiamo, abbiamo la possibilità di capire se e quanto ne siamo colpiti. Perché sono lì, di fronte a noi, e nessun disegnatore potrà mai eguagliare quella tavolozza cromatica che si dipana inaspettatamente davanti ai nostri occhi.

La Natura non desidera altro che mostrarti le meraviglie dei suoi colori. Fatti ispirare dalla Natura, lei non ti chiederà mai il copyright.

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Materiali per il piano di lavoro in cucina

Piano di lavoro cucina

L’acquisto di una cucina è sempre un momento importante. Sia che tu cucini tanto, sia che la usi solo per preparare pochi rapidi piatti, la cucina rappresenta te e le tue abitudini.

Tante sono le possibilità offerte dal mercato in termini di componibilità di basi e pensili, finiture, elementi tecnologici.

In questo articolo voglio parlarti di un elemento fondamentale: il piano di lavoro. Molti lo scelgono per l’estetica, ma è necessario guardare oltre e rendersi conto che ha diverse “funzioni”: deve resistere al calore, agli acidi, alle macchie, deve resistere a colpi inferti da lame di coltello o da oggetti pesanti, deve essere igienico. E, auspicabilmente, deve essere durevole nel tempo. L’estetica, come ti ho raccontato nel post sulla casa anni Sessanta, potrà venire tranquillamente dopo.

Di seguito ti indico pregi e difetti dei vari materiali presenti in commercio, in modo che tu possa scegliere in base alla funzione che dovranno avere nella tua cucina.

Piano di lavoro in laminato

Costituito da carta impregnata con resine termoindurenti, è il piano di lavoro più economico e dunque anche il più diffuso. Discretamente resistente ai graffi, resiste bene a macchie ed acidi. Non tollera il calore. Se sei orientato su questo materiale, ti consiglio la versione HPL.

Pro: resistente a macchie e acidi, discreta resistenza ai graffi

Contro: non resiste al calore

Marmo, il piano di lavoro classico

Ha un fascino senza tempo, lunghezza massima di ogni lastra di circa 240 cm, ha una porosità che lo rende attaccabile da macchie e liquidi. Per questo motivo è necessario un trattamento impermeabilizzante.

Pro: eleganza senza tempo

Contro: necessario un trattamento impermeabilizzante da ripetere nel tempo

Piano in conglomerato di quarzo

Duro e resistente, il quarzo è altamente impermeabile, resistente a macchie, acidi e graffi. Un piano in quarzo contiene anche una piccola percentuale di resine con funzione legante. Non resiste al calore. Una lastra può raggiungere le dimensioni di 3 metri x 1 metro.

Pro: duro, impermeabile, resistente a graffi, acidi e macchie

Contro: non resiste al calore

Piano in resina acrilica

Si ottiene da una mescola di resine acriliche e minerali naturali. Viene plasmato grazie al calore, e questo è anche il motivo per cui è riparabile nel caso venga graffiato o abraso. Il piano in resina acrilica può essere realizzato in grandi formati senza giunzioni, garantendo pertanto un alto livello di igiene. Inizialmente commercializzato dalla DuPont con il nome Corian®, è oggi diffuso in varie versioni realizzate da varie aziende.

Pro: igienico, riparabile, atossico, riciclabile

Contro: non molto resistente al calore, suscettibile di graffiarsi

Acciaio inox, il piano di lavoro super igienico

Igienico al massimo grado, resiste bene al calore ma non altrettanto bene ai graffi e alle macchie. Viene realizzato in lastre di oltre 4 m di lunghezza.

Pro: igienico, resistente al calore

Contro: suscettibile di graffi e macchie

Piano di lavoro in gres

Viene realizzato da una miscela di argille e di un tipo particolare di minerali detti feldspati, il tutto messo poi in forno ad alta temperatura. Massimamente impermeabile, resiste benissimo alle macchie, agli acidi e al calore. È anche il mio materiale preferito per il piano di lavoro.

Pro: impermeabile, resistente ad acidi, macchie, calore.

Contro: –

La pietra sinterizzata

Questo materiale è ottenuto polverizzando la pietra e fondendo la polvere ottenuta in forni ad alte temperature. Identico al gres in quanto a caratteristiche, una lastra può essere grande oltre 3 metri x 1.50 metri.

Pro: impermeabile, resistente ad acidi, macchie, calore.

Contro: –

Conclusioni

Adesso hai tutti gli elementi per arrivare in negozio con la necessaria preparazione, già sapendo quello che ti serve. Se hai un budget limitato ti orienterai sul laminato. Con una cucina classica, sul marmo. Se ami il design, potrai valutare le resine sintetiche. Se sei in cucina molte ore al giorno a preparare delizie per i tuoi cari, sceglierai materiali duri come il quarzo, il gres o la pietra sinterizzata.

E una volta che avrai individuato il materiale più adatto a te, potrai valutarne colori, finiture, dimensioni. Potrai dedicarti all’estetica.

Gli errori che puoi evitare

Gli errori che puoi evitare

In questo articolo ti racconto gli errori che puoi evitare quando ti accingi a fare lavori edili in casa. Soprattutto quando sono piccole modifiche, potresti avere la tentazione di non chiedere consiglio a nessuno. La tendenza a non contattare un professionista prima di fare qualunque lavoro edile troppo spesso porta a fare degli errori che possono costare molti soldi.

Ad esempio mi è capitato di essere chiamato da una cliente che doveva vendere la sua unità immobiliare. Qualche anno prima, la cliente aveva fatto delle modifiche apparentemente banali al suo appartamento. Tra queste, aveva spostato la cucina nel locale bagno, un vano stretto e lungo con una piccola finestra, confinante con il soggiorno.

Venni contattato per eseguire una semplice sanatoria delle opere interne, ma quando vidi la situazione dovetti dire alla cliente che la finestra di una cucina, a Roma, deve avere una superficie di almeno 1,50 mq. Pertanto la sua cucina, che beneficiava solo della finestrella di un ex-bagno, non era a norma.

Dunque non bastava più una semplice sanatoria, non più un semplice atto documentale. Occorreva eseguire delle nuove opere edili per rimediare alla situazione. In caso contrario, c’era il rischio che il perito della banca (che doveva erogare il mutuo all’acquirente) negasse il suo consenso per non conformità al regolamento edilizio.

Quando gli errori che puoi evitare hanno a che fare con la normativa

La soluzione che proposi fu di demolire il tramezzo che divideva la cucina dal soggiorno, creando in questo modo un soggiorno con angolo cottura. Così facendo la zona cucina avrebbe beneficiato anche dell’aerazione e della luce fornite dalle finestre del soggiorno, garantendo il rispetto della normativa.

Questa operazione di demolizione ha avuto un costo, ovviamente, costo che si sarebbe potuto evitare se la cliente mi avesse contattato prima di fare il lavoro.

Ricorda sempre, chiedi consiglio ad un esperto prima di chiamare il muratore. Un consiglio non costa niente, un lavoro edile fatto male può costare il doppio.

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Ristrutturare la propria casa

Funzione ed estetica

Bauau.it - Funzione ed estetica

Funzione ed estetica possono convivere? Qualche anno fa ci siamo trovati a ristrutturare una bella casa anni Sessanta, di ampia metratura, la quale però aveva un difetto: la cucina, come nella maggior parte delle case di una volta, era in fondo, al termine di un lungo corridoio.

Ovviamente questo contraddiceva il moderno criterio di mettere la cucina ed il soggiorno vicini, in prossimità dell’ingresso, e lasciare alla zona notte la parte più lontana e riservata della casa. Mai avrei permesso che il mio progetto contemplasse la cucina in fondo a quel corridoio, e da qui la decisione: laddove vi erano un bagno ed una cameretta affiancati, ciascuno con una piccola finestra, abbiamo demolito il tramezzo che li divideva, realizzando la nuova cucina. Questa veniva così a trovarsi in prossimità dell’ingresso, mentre la vecchia, in fondo al corridoio, l’abbiamo trasformata in un ampio bagno padronale.

Funzione ed estetica, ma non solo

È interessante osservare come la disposizione della casa non sia un semplice fatto estetico. Avendo a che fare con la funzione, e quindi con la fruibilità della casa e dei suoi spazi da parte dei suoi abitanti, la razionale distribuzione degli ambienti influisce molto sulla qualità della vita, sul senso della condivisione e della privacy, nonché addirittura sull’umore dei residenti.

Un dislocamento errato degli ambienti, una promiscuità delle zone o una distribuzione non razionale sono pertanto da evitare.

Tornando al caso di cui stavamo parlando, possiamo tranquillamente dire che, magicamente, la casa si è trasformata da appartamento anni Sessanta di vecchia concezione in una moderna abitazione con zona notte e zona giorno ben separate. E soprattutto, la cucina ha ora l’estetica di un piccolo loft post-industriale, con queste due finestre disposte in serie.

Ecco un esempio di come la funzione può guidare l’estetica.

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Ristrutturare la casa, un passo importante

Ristrutturare casa

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Se stai pensando di ristrutturare casa ti stai accingendo a compiere un passo importante, entusiasmante e complesso. Tanti sono gli aspetti che devi considerare ma, soprattutto, la prima cosa che devi fare è affidarti ad un bravo professionista, ingegnere o architetto, che ti guidi durante tutto il percorso.

Il progetto nasce da te, dalle tue esigenze e da quelle dei tuoi familiari. Sei tu a definire come dovrà essere la tua esperienza abitativa. Il nostro compito, come ingegneri e architetti, è quello di supportarti nel processo decisionale e indicarti la strada che ti consenta di raggiungere il tuo obiettivo.

Ma quali sono i tanti aspetti da considerare?

Per prima cosa le tue necessità. Sembra ovvio, ma è bene avere chiaro quello che si vuole, perché solo attraverso una chiara definizione degli obiettivi si potrà raggiungere un risultato ottimale.

Ci sono gli aspetti burocratici: le autorizzazioni urbanistiche, i documenti che occorre avere per poter presentare la pratica in Comune.

Fondamentale è poi la funzione, aspetto cardine di ogni progetto. La funzione è definita dall’insieme delle soluzioni che mettiamo in campo per soddisfare tutte le tue necessità.

Infine l’estetica, non meno importante, ma da considerare solo dopo aver affrontato la funzione. Le Corbusier, architetto, diceva che sono gli ingegneri i veri architetti. Sosteneva infatti che è la funzione il cardine intorno al quale deve ruotare il progetto, ed in questo gli ingegneri sono bravi perché il loro approccio parte proprio dalla funzione.

Non voglio alimentare una diatriba ingegneri contro architetti, quello che voglio dire è che è proprio la sinergia tra i vari ambiti sopra accennati – e tra le varie professionalità – a porre le premesse per un buon progetto.

Ristrutturare casa è pertanto una visione, un’immagine che deve essere messa a fuoco il più nitidamente possibile. Solo se metterai bene a fuoco la tua filosofia di vita potrai raggiungere l’obiettivo tanto desiderato di una casa bella e su misura per te.

Fai la casa giusta.